Migliori macinacaffè manuali nel 2020

Macinacaffè elettrici

Macinacaffè antichi

Per il caffè, si sa, ogni momento è “il migliore”, e quello del caffè appena macinato è un piacere senza eguali a livello di sensazione finale, perché permette di assaporare pienamente l’aroma ed il profumo di questa bevanda. Un risultato, questo, ottenibile solo con il macinacaffè, un piccolo apparecchio dapprima solo manuale e fornito di braccetto, ed ora, invece, disponibile anche nella versione elettrica, senza dubbio più pratica ed aderente ai giorni nostri. Indispensabile per i più esigenti – che desiderano preparare a casa propria un caffè come al bar – detto apparecchio consente di macinare solamente il prodotto che occorre subito, lasciando il resto in chicchi per una migliore conservazione. Prevedendo altresì la possibilità di scegliere il livello di macinatura del caffè – in modo tale da renderlo più o meno intenso in base a quelli che sono i propri gusti – così come quella di unire miscele diverse per realizzare nuove e personali “combinazioni”, tutte da provare! Un prezioso alleato, dunque, per rendere ancor più unico il momento del caffè, vero e proprio rito che merita tutta la giusta cura ed attenzione.

Come scegliere il migliore macinacaffè

Del macinacaffè non si può proprio fare a meno, se si desidera preparare un eccellente caffè macinato al momento, da gustare in compagnia della famiglia o dei propri amici, ma anche da soli, per staccare dalla normale routine e ritagliarsi uno spazio per sé stessi. La macinazione del caffè poco prima della sua preparazione garantisce infatti una bevanda fresca ed intensa, laddove invece il caffè già macinato “vede” nella sua conservazione, seppur ermetica, un’inevitabile alterazione qualitativa: non solo l’operazione di macinazione è svolta parecchio tempo prima dell’uso, ma anche altri elementi, quali il luogo di conservazione e le condizioni climatiche, possono incidere sulla bontà e qualità del proprio caffè. Lo sanno bene i veri intenditori, quello “doc”, che non rinunciano al caffè appena tritato, per un aroma al top e che non lasci insoddisfatti.

Ma come scegliere il “migliore” macinacaffè? Quello che più fa al caso proprio? Il punto di partenza è costituito dalla tipologia di apparecchio alla quale si è interessati: il mercato, infatti, come sottolineato ad inizio trattazione, offre sia modelli manuali che elettrici. Mettiamo da parte i primi, dal sapore un po’ vintage, che sono deputati alla macinazione di piccoli quantitativi di grani di caffè – e dunque perfetti per un utilizzo saltuario – per concentrare la nostra attenzione sui macinacaffè elettrici, il cui funzionamento può essere con lame e con macina interna. Anche altri parametri saranno imprescindibili in sede di acquisto, perché il proprio sia un acquisto “giusto” ed in linea con le proprie necessità: le dimensioni o i materiali ad esempio, così come le funzioni e la praticità di utilizzo. Ci occupiamo di questi e degli altri importanti criteri-base nei paragrafi che seguono.

Funzionamento : il sistema di macinatura

Perché si porti a casa un prodotto corrispondente alle proprie esigenze e all’utilizzo al quale esso è destinato, nonché ai risultati che ci si aspetta, è fondamentale – come or ora anticipato – comprendere la differenza esistente tra macinacaffè elettrici con lame e macinacaffè elettrici con macina interna.

Rimandando ai prossimi paragrafi l’illustrazione dettagliata di entrambe le tipologie, cominciamo in questa sede a dire che gli apparecchi con lame, più economici di quelli con macina interna, rappresentano un buon prodotto che sminuzza discretamente caffè ed altri alimenti, ma che tuttavia non “brilla” quanto a potenza e qualità del caffè in termini di aroma. Gli apparecchi con macina interna, al contrario, sono la scelta ottimale per chi pone al primo posto l’aspetto qualitativo, funzionano in modo automatico e si caratterizzano per una più agevole pulizia rispetto ai primi. Una nota, infine, va ai macinacaffè professionali, forniti solitamente di un dosatore incorporato, e “riservati” ai professionisti del settore, quali bar o ristoranti, che in virtù dei cospicui quantitativi di caffè prodotti necessitano di un dispositivo dalle alte prestazioni, capace anche di dosare le porzioni di caffè stesso da introdurre in macchina.

Indipendentemente da quella che sarà la propria scelta, è necessario prestare attenzione – aspetto importante da mettere in evidenza – a che il chicco non entri in contatto con l’aria o con il calore, che potrebbero essere causa di perdita dell’aroma per il caffè.

Le lame

Semplice nella struttura e nel funzionamento, il macinacaffè con lame è caratterizzato da un corpo macchina formato da un contenitore in cui si trovano delle lame in acciaio inox. Queste ultime, una volta attivato il dispositivo, cominciano a ruotare frammentando i chicchi di caffè e trasformandoli in polvere. Si tratta di un funzionamento in un certo qual modo manuale, dal momento che è l’utilizzatore a dar luogo al funzionamento stesso, premendo l’apposito pulsante e scegliendo il maggiore o minore livello di finezza dei chicchi, a seconda del tempo in cui terrà azionate le lame rotanti. Siamo tuttavia in presenza di una macinatura un po’ “grossolana”, che tra l’altro modifica le caratteristiche organolettiche dei chicchi, i quali ultimi sono riscaldati dal calore prodotto dalle lame rotanti. Una macinatura, la predetta, verso cui orientarsi se non si desidera spendere una cifra eccessiva: il macinacaffè con lame, difatti, presenta un costo piuttosto contenuto.

Una nota finale va alla presenza in commercio di modelli di questa tipologia forniti di due contenitori, uno per eseguire la macinazione e l’altro per raccogliere il caffè macinato.

La macina

Con una macina interna che sminuzza i chicchi di caffè, questo tipo di dispositivo rappresenta la soluzione da preferire per coloro i quali non mettono in secondo piano il gusto e l’aroma dei chicchi stessi. Gusto ed aroma che sono infatti preservati dal lento ed uniforme movimento della macina, non generante aria o calore.

Dal punto di vista strutturale, il macinacaffè con macina si differenzia da quello con lame per le sue maggiori dimensioni: oltre al meccanismo di funzionamento interno che comprende la macina, prevede anche un contenitore per collocare i chicchi di caffè ed uno per raccogliere il prodotto macinato. Ma le differenze si riscontrano anche a livello della semplicità e comodità di funzionamento, poiché l’utente, dopo aver introdotto i chicchi, non deve far altro che selezionare il grado di macinatura (ed eventualmente il numero di tazze da preparare), e premere lo specifico pulsante azionante il dispositivo.

In particolare: macina conica o piatta

I modelli con macina si classificano in due ulteriori tipologie: con macina conica oppure piatta. Le differenze? Presto detto. Dalla superficie più ampia, la prima si ritiene migliore perché girando più lentamente della macina piatta, è capace di limitare al massimo il surriscaldamento. Per produrre la gusta quantità di caffè con il giusto grado di finezza la macina piatta ha invece bisogno di una velocità di rotazione maggiore, ma – di contro – presenta il vantaggio di essere meno costosa.

Per quanto concerne i materiali di realizzazione, l’opzione preferibile è quella della macina in ceramica, poiché oltre ad essere assai silenziosa, riscalda in misura ancora minore i chicchi di caffè. Le leghe metalliche, invece, si distinguono per l’alta resistenza e durata nel tempo.

Ai fini di una più agevole comprensione, sintetizziamo nella tabella qui di seguito le differenze tra le due tipologie di macinacaffè elettrico:

Tipologie di macinacaffè elettrico

Tipologia di macinacaffè elettricoCaratteristicheVantaggiSvantaggi
Macinacaffè con lame- funzionamento manuale
- corpo macchina costituito da un contenitore in cui sono situate lame in acciaio inox
- disponibilità anche di modelli con due contenitori (uno per la macinazione e l'altro per la raccolta del prodotto macinato)
costo contenuto- macinatura un po' grossolana
- riscaldati dal movimento delle lame rotanti, i chicchi di caffè sono alterati nel loro sapore originario
- pulizia un po' complessa (il contenitore per chicchi e polvere sovente non è estraibile)
Macinacaffè con macina interna- funzionamento automatico
- maggiori dimensioni
- due contenitori (uno per i chicchi di caffè e l'altro per il prodotto macinato)
- due tipi di macina, conica (dalle prestazioni migliori) e piatta
- migliore preservazione della fragranza e qualità del caffè, perchè i chicchi non vengono surriscaldati durante la lavorazione
- contenitori quasi sempre estraibili e lavabili in lavastoviglie
costo elevato

Regolazioni e gradi di macinatura

La possibilità di regolare lo spessore della macinatura è un aspetto di fondamentale importanza nell’apparecchio al quale si è interessati – che va ad incidere sulla maggiore o minore versatilità dell’apparecchio stesso – perché consente di ottenere una grana della misura giusta per il caffè che si desidera bere. E per quel caffè occorrerà infatti una ben determinata finezza della polvere da adoperare all’interno del macinacaffè: a titolo esemplificativo, la moka richiede una macinatura media, laddove invece la polvere più sottile è quella perfetta per una macchina da caffè espresso.

Presente quasi esclusivamente nei macinacaffè con macina, la selezione dei gradi di macinatura può verificarsi con maggiore o minore “precisione”, con una macinatura, dunque, da grossolana a finissima. Si sottolinea, in merito, che gli apparecchi più semplici “vedono” una levetta regolabile o dei pulsanti indicare approssimativamente il livello di finezza selezionabile, laddove invece altri modelli si caratterizzano per la presenza di una ghiera di selezione, con un minimo di 5 sino a 15 (o più) spessori da poter impostare.

I macinacaffè con lame, invece, non consentono generalmente all’utilizzatore di scegliere un determinato grado di macinatura, poiché questo è “determinato” da quanto a lungo sono attivate le lame stesse; possono tuttavia prevedere specifiche “linee-guida” di aiuto per l’utente, come ad esempio delle piccole luci indicanti il raggiungimento di uno “spessore” grossolano, medio, o sottile.

Dimensioni

Nella struttura dell’apparecchio in oggetto le dimensioni sono un fattore molto rilevante a cui badare, essendo strettamente connesse allo spazio di cui si dispone nella propria cucina: se detto spazio scarseggia, sarebbe meglio optare per un modello compatto – da riporre dopo ogni utilizzo – sebbene ciò comporti inevitabilmente una minore capienza dei contenitori. Laddove invece esista la necessità di macinare cospicui quantitativi di caffè, come nel caso di uffici o famiglie numerose, l’ideale è orientare la propria scelta verso un macinacaffè da lasciare “fisso” sul piano di lavoro, alla luce del peso e dell’ingombro considerevoli. Bisogna però, in tal caso, essere certi di avere spazio sufficiente per la sua collocazione.

Capienza e numero dei contenitori

Da intendersi come la capacità massima di chicchi che il contenitore per la lavorazione può “accogliere”, la capienza è un parametro di cui tener conto ai fini della proprie, personali esigenze, relative, in questo caso, al numero di caffè che si desidera preparare. I macinacaffè più piccoli presentano contenitori ospitanti un massimo di 50 g, laddove invece quelli più ampi possono contenere sino a 250 g, ed anche di più nei modelli di tipo professionale, progettati per gli esercizi pubblici e la ristorazione.

Per quanto concerne invece il numero di contenitori, sottolineiamo la presenza, sul mercato, di dispositivi con uno o due contenitori. In quelli con un unico contenitore – per lo più i modelli con lame – la macinatura dei chicchi si verifica direttamente nella campana (cioè il contenitore) dove i chicchi sono stati versati, e dove rimane poi la polvere macinata. I macinacaffè caratterizzati da due contenitori, invece, contemplano un apposito, secondo contenitore ove viene “indirizzata” e raccolta la polvere macinata: possono essere apparecchi sia con macina – per la maggior parte – che con lame.

Velocità e potenza

Contrariamente a quanto potrebbe pensarsi, è preferibile orientare il proprio acquisto verso un macinacaffè dalla bassa velocità. E ciò in quanto una elevata contribuisce alla produzione di calore ed elettricità statica, dannosa per i chicchi, rischiando di sparpagliare in giro la polvere di caffè.

Anche la potenza massima, cioè il wattaggio, sostenibile dall’apparecchio in oggetto, rientra tra gli importanti parametri a cui prestare attenzione nella propria scelta. Sul punto, si sottolinea che una potenza più elevata può influire non poco sul livello di finezza del caffè tritato e sulla rapidità di macinazione, la qual cosa rende il macinacaffè – se caratterizzato appunto da un alto wattaggio – utilizzabile anche per la triturazione di spezie o piccoli alimenti.

Materiali

Sono un imprescindibile criterio-base da tener presente al momento della propria scelta, specialmente per quanto concerne il sistema di macinatura. Al riguardo, se le lame sono realizzate quasi sempre in acciaio inox, le macine vedono al contrario adoperati più materiali per la realizzazione: acciaio, titanio e ceramica, la quale ultima è da preferire perché meglio conserva la freschezza e l’aroma dei chicchi di caffè.

Può essere invece in plastica il corpo macchina del macinacaffè, ma anche in acciaio o altre leghe metalliche, senza dubbio più solidi e duraturi. Per lo più in plastica sono anche i contenitori per i chicchi di caffè e per il caffè macinato, ma i modelli professionali e piuttosto innovativi possono essere anche in vetro.

Funzioni

Non sono molte, ma se presenti vanno ad incidere sulla semplicità d’uso e versatilità dell’apparecchio, ed anche – come è immaginabile – sulla cifra che si andrà a spendere. Ecco di seguito elencate le principali funzioni che un macinacaffè può o meno contemplare:

  • Attivazione. Può essere “On/Off”, oppure a pressione, tipologia, quest’ultima, che prevede un controllo, da parte dell’utente, di tutta la durata dell’operazione di macinatura dei chicchi di caffè. Ed è “propria” dei modelli con lame.
  • Selezione del numero di tazze. La più importante ed utile delle funzioni riscontrabili in un macinacaffè, prevede la possibilità di selezionare il numero di tazze di caffè per la cui realizzazione il caffè stesso è macinato. Appannaggio esclusivo dei modelli forniti di due diversi contenitori – uno per i chicchi e l’altro per il prodotto macinato – permette al dispositivo di regolare autonomamente il quantitativo di chicchi occorrente.
  • Sistemi di sicurezza. Determinati apparecchi prevedono una maggiore sicurezza per l’utilizzatore, impedendo, ad esempio, l’attivazione delle lame e delle macine se i componenti non sono stati tutti adeguatamente montati. Altri macinacaffè, poi, sono forniti anche di un pulsante di spegnimento di emergenza, in virtù del quale è possibile arrestare in qualsiasi momento l’azione delle lame.

Praticità di utilizzo

Compatto e funzionale, il macinacaffè è senza dubbio un prodotto semplice ed intuitivo nell’utilizzo, anche da parte dei meno esperti. La presenza di determinate caratteristiche, tuttavia, contribuisce a rendere ancor più agevole e pratico detto utilizzo.

  • Coperchio trasparente. Permette di monitorare l’andamento della lavorazione del caffè. Se non trasparente, invece, “costringe” a spegnere il dispositivo e ad aprire il coperchio stesso per controllare ciò che accade all’interno.
  • Contenitore estraibile. Assente nella maggior parte dei modelli di fascia economica, semplifica e velocizza la pulizia e la manutenzione del macinacaffè.
  • Piedini antiscivolo ed avvolgicavo. I primi assicurano una buona aderenza dell’apparecchio alla superficie di lavoro, rivelandosi particolarmente utili in presenza di un prodotto con lame rotanti, che tendono a muoversi e a vibrare quando sono in funzione. L’avvolgicavo, invece, riduce i problemi di ingombro quando il macinacaffè non è utilizzato, oltre a conservarlo in maniera più ordinata.
  • Facilità di pulizia. Anche la facilità di pulizia integra il parametro della praticità di utilizzo. Rimandando all’apposito paragrafo il punto dedicato alle relative operazioni, sottolineiamo ora che determinati apparecchi semplificano questo aspetto, includendo, ad esempio, una spazzolina per liberare lame o altri elementi del dispositivo dalla polvere di caffè.

Come macinare il caffè

Come anticipato ad inizio trattazione, un tempo erano diffusi i macinacaffè manuali, forniti di braccetto, da ruotare appunto manualmente per macinare la quantità di caffè che si desiderava ottenere. Una procedura, questa – abbiamo visto – oggi quasi del tutto superata e sostituita da quella propria degli apparecchi elettrici: quelli con lame (caratterizzati da una regolazione manuale del livello di macinatura) e quelli con macina (totalmente autonomi nell’operazione).

Piuttosto semplice, il processo di macinazione domestica del caffè richiede di introdurre un determinato quantitativo di chicchi nel proprio dispositivo, di selezionare il grado di macinatura, e laddove previsto dal modello, il numero di tazze da produrre.

Pulizia

Perché il proprio macinacaffè sia sempre perfettamente funzionante, è opportuno eseguire un’accurata pulizia a seguito di ogni utilizzo: bisogna infatti considerare che polvere e caffè macinato possono accumularsi, bloccando così i meccanismi interni. La parte esterna dell’apparecchio può essere pulita servendosi di un panno umido, mentre il coperchio può lavarsi tranquillamente sotto l’acqua corrente. Di fondamentale importanza è evitare di bagnare le parti con componenti elettriche, per non rischiare di danneggiarle.

Altri utilizzi

Può essere equiparato a un piccolo tritatutto, il che spiega perché il macinacaffè sia adoperato anche per altri alimenti, ovviamente non troppo grandi o duri: zucchero o frutta secca, così come spezie e grano saraceno, sono alcuni esempi in merito. Importante è prestare attenzione a non introdurre eccessive quantità di prodotto all’interno del contenitore di lavorazione. Ciò in primo luogo per non sovraccaricare il motore, ed in secondo luogo per non “incappare” in un risultato non ottimale, causato dalla formazione di un volume di difficile lavorazione all’interno del contenitore per i chicchi di caffè.

Prezzi e marche specializzate

Variabili in base alle caratteristiche del singolo prodotto – con riferimento in particolare al sistema di macinatura – i costi di un macinacaffè sono generalmente compresi tra 15 Euro circa e cifre superiori ai 50-60 Euro circa. Gli importi inferiori caratterizzano i macinacaffè con lame, piccoli e semplici, mentre quelli di fascia media sono relativi sempre alla tipologia di dispositivo con lame, ma contraddistinta da una maggiore accuratezza. Della fascia di prezzo alta, invece, fanno parte i macinacaffè con macina interna, comprendenti sia i modelli destinati ad un utilizzo domestico (che non superano solitamente i 100 Euro) che quelli per uso professionale (di costo anche maggiore ai 300-350 Euro).

Per quanto riguarda invece le marche verso cui indirizzare il proprio acquisto, il suggerimento è quello di optare per nomi conosciuti, garanzia di sicurezza ed affidabilità del prodotto. Qualche esempio? Severin, Clatronic, De’Longhi, Bosch, sono alcuni brand di riferimento, così come Krups, Aigostar, Graef, KYG.

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Ilaria Galiano

Creativa e fantasiosa, ma anche riflessiva e determinata. Laureata in Giurisprudenza “atipica”, seguo e coltivo i miei sogni e le mie effettive ambizioni, emersi preponderatamente. Appassionata di scrittura e “curiosa” di ogni piccola grande novità tecnologica, fornisco agli utenti utili consigli in merito a prodotti che possono semplificare, migliorandola, la vita di tutti i giorni. Per un aiuto in quella che è la scelta più rispondente alle proprie esigenze.

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